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primo episodio : LA MUSICA (concetti teorici)

Benvenuti al primo episodio del podcast PARLIAMO DI MUSICA,  oggi come primo appuntamento ho deciso di parlare di un argomento così vasto che  si può descrivere a livello teorico e anche a livello personale, cioè parleremo di MUSICA.  Per oggi mi limiterò a parlarvi di concetti teorici, parleremo di che cos’ è la musica e da cosa è composta per poi capire come si sviluppa la sua scrittura.

 Se digitiamo la parola musica su Wikipedia si apre una pagina con scritto:

“la musica è il prodotto dell’ arte di ideare e produrre, mediante l’ uso di strumenti appositi o della voce, una successione organizzata di suoni che risultano piacevoli all’ orecchio. Più tecnicamente la musica consiste nell’organizzazione dei suoni, dei rumori e dei silenzi nel corso del tempo e nello spazio.”

Infatti dobbiamo sapere che la musica è composta  da suoni e da silenzi. Entrando nello specifico i suoni diventano note e i silenzi diventano pause.

Ogni nota si differenzia dalle altre per la sua altezza e per la sua durata; due parametri essenziali per leggere la musica.

 L’altezza della nota indica quanto acuta o grave può essere.

Prendiamo in esempio gli strumenti a corda, per emettere un suono la corde dello strumento emette delle vibrazioni ( e quindi una determinata frequenza), queste ultime più maggiori saranno e più produrranno suoni acuti (o suoni alti), caso contrario invece meno vibrazioni produrranno e più i suoni saranno gravi (o più bassi).

Nel nostro sistema musicale, arrivati a un certo punto della sua evoluzione, si è deciso di individuare sette suoni all’ interno dell’ ottava e di dare ad ognuno di questi suoni un nome diverso. nella maggior parte dei paesi latini le note prendono il nome di :  DO RE MI FA SOL LA SI ; nei paesi anglosassoni invece essi sono stati  chiamati con le lettere dell alfabeto dove la lettere A sta per la nota LA , B sta per il SI ecc. fino ad arrivare alla lettera G.

come abbiamo detto prima ogni suono avrà una precisa frequenza . La frequenza viene misurata in Hertz e viene presa in considerazione la frequenza della nota La che è di 440 hertz, ogni altra nota ha una certa frequenza che è stata stabilita a livello internazionale.

Adesso che abbiamo dato un nome alle note e quindi i suoni si sono “trasformati “ in note definite, resta da vedere come queste vengono scritte sullo spartito.

Lo spartito musicale, conosciuto anche come Pentagramma è la rappresentazione su carta di cinque righe orizzontali e viene usato per rappresentare le note sotto forma di un pallino sulle 5 righe o sui 4 spazi del pentagramma. sarà proprio la posizione del pallino all’interno del pentagramma a dirci quale nota esso rappresenta.

all’inizio di ogni pentagramma troveremo la chiave musicale che per i studenti di chitarra è la chiave di sol (conosciuta anche come chiave di violino) , per i studenti di basso viene usata la chiave di basso e invece per gli studenti di pianoforte vengono usate entrambe cioè, sia la chiave di violino che la chiave di basso perchè l’ estensione dello strumento è così grande che ricopre più ottave.

esistono altre chiavi musicali e sono in totale sette (vengono chiamate appunto setticlavio), dove in ognuna di esse verranno trascritte le note in posizioni diverse a seconda di quale chiave musicale è presente all’inizio del pentagramma.

Cenni storici sulla creazione delle note (fonte : Wikipedia)

Nel Medioevo a causa della crescente difficoltà nel memorizzare melodie sempre più lunghe e articolate, nacque l’esigenza di “notare” sopra il testo da cantare alcuni segni che aiutassero i cantori a ricordare la direzione (ascendente o discendente) della linea melodica. Da questi embrionali aiuti mnemonici nacque a poco a poco la moderna notazione, le cui tappe storiche fondamentali sono l’introduzione del tetragramma (attribuita a Guido d’ Arezzo durante la sua permanenza presso l’Abbazia di Pomposa), e la scrittura delle durate, ottenuta proporzionalmente, cioè non indicando la durata effettiva della nota, ma la durata di essa in proporzione alle altre dello stesso brano. Oggi le note hanno l’aspetto di un cerchietto vuoto o pieno, su cui si innesta un gambo (piccola asticella segnata sotto o sopra la nota) e le eventuali code, utilizzate per segnare i valori più piccoli (cioè le durate più brevi).

se volete comunicarmi dei consigli o quali argomenti trattare mandate una e-mail all’ indirizzo info.parliamodimusica@gmail.com