La STORIA della MUSICA #2- la musica nel Medioevo

Il Medioevo è costituito da un periodo di circa mille anni. Alcuni storici indicano come suo avvio la morte dell’imperatore romano Teodosio (395), l’ultimo a governare l’impero unito; altri indicano invece la caduta dell’Impero romano d’Occidente (476). Tradizionalmente, il Medioevo si conclude con la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo (1492) oppure la presa di Costantinopoli da parte dei Turchi Ottomani (1453)[1], evento che sancisce l’inizio dell’Età moderna. Il Medioevo è poi solitamente suddiviso in due grandi periodi storici: 

Alto e Basso Medioevo

L’Alto Medioevo è, quel periodo storico che va dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente, avvenuta nel 476 d.C, all’anno 1000.

Il Basso Medioevo invece è il periodo storico che parte convenzionalmente dall’ anno mille fino alla scoperta dell’ America nel 1492.

Il concetto di Medioevo compare per la prima volta nel XV secolo, con i termini latini media aetas o media tempestas[3], con il significato di “età di mezzo”, in ciò riflettendo l’opinione dei contemporanei, per cui tale periodo avrebbe rappresentato una deviazione dalla cultura classica, in opposizione al successivo Umanesimo e Rinascimento.

Man mano che il potere dell’ Impero Romano si dissolveva, nella società medievale crebbe il predominio della Chiesa.

Le comunità dei monasteri e delle cattedrali divennero centri di culto, ma anche di istruzione. In pratica il clero era il solo a saper leggere e scrivere e quasi tutti i musicisti educati formalmente erano sacerdoti.

Le melodie cantate, che facevano parte integrante delle celebrazioni della liturgia, erano eseguite quindi da uomini e fanciulli preparati dal sacerdozio. Nei conventi anche alcune suore ricevevano un’ educazione musicale e partecipavano cantando ai servizi religiosi quotidiani.

La gente comune che viveva al di fuori della chiesa e non frequentava le cappelle private della nobiltà, cioè che non avevano un’istruzione, non poteva ascoltare questa musica che era solo cantata in latino (cioè la lingua universale della chiesa) e non era accompagnata da nessun strumento.

I primi canti si basavano probabilmente sull’ accentuazione del latino parlato e sul naturale salire e scendere del suono durante la lettura ad alta voce. 

Quando il culto religioso si espanse ad un carattere più cerimoniale, la musica ebbe una parte importante nell’ istruzione del clero e da qui si fondarono le prime scuole di coro per insegnare melodie a memoria.

Il nucleo di questa tradizione fu la cosiddetta “Schola Cantorum” di Roma che fu fondata da papa 

Gregorio I attorno al 600.  

Gregorio I ( o San Gregorio Magno) come dir si voglia, fu eletto papa nel 590 e diventò noto come Padre del culto cristiano per il suo impegno nell’ unificare la pratica liturgica. Da lì in poi Gregorio I farà diventare Roma il centro del Cristianesimo.

Torniamo indietro di un secolo, ovvero nel IV secolo d.C. ci fu la divisione dell’ impero romano ( occidente e oriente).

Questa divisione diede origine a liturgie separate, e ogni regione aveva una sua variazione e metodo di svolgere la liturgia.

ad esempio Milano, favorì una pratica bizantina adottata dalla chiesa di Roma, cioè L’ ANTIFONIA.

Questa pratica fa svolgere la liturgia con due cori che cantavano alternando le parti.

Altre tradizioni di canto italiano includono le fiorite melodie beneventiane, che si continuarono a cantare fino all’ XI secolo, fino a quando vennero soppiantate dal sempre più diffuso canto romano, o “gregoriano”.

Nella chiesa occidentale si svilupparono due liturgie principali: quella romana e quella gallicana.

Quella romana fu diffusa in tutta l’ Europa occidentale dagli ordini monastici. ad esempio nel 595 d.C., Gregorio Magno inviò in Inghilterra Sant’ Agostino di Canterbury e altri 40 benedettini a convertire gli anglosassoni al Cristianesimo. 

Anche l’ insegnamento di teorici della musica come Isidoro di Siviglia servì a consolidare l’ uso del canto nella liturgia. Quando il repertorio iniziò a essere esteso, si impose la necessità di tramandare ai religiosi le versioni ufficiali delle melodie cantate.

Da qui si sviluppò un semplice sistema di neumi ( cioè dei segni) come ad esempio: punti, trattini aggiunti sopra il testo, che andavano ad indicare schemi di declamazione.

Tutto questo fino all’ XI secolo dove si creò un sistema di notazione, in cui erano indicate con precisione le note e l’intonazione.

Alla metà del VIII secolo, un momento fondamentale del progresso verso la tradizione del canto uniformato fu l’ incontro fra papa Stefano II e Pipino (re Franco di Gallia). Questo incontro era per creare un’ alleanza contro il re dei Lombardi.

Il Papa che era accompagnato da alcuni dei suoi cantori, diede inizio alla consuetudine, di inviare membri della schola cantorum di ROma a insegnare il canto al clero nella cattedrale di Rouen e altrove.

Questi primi scambi portarono poi a una fusione delle tradizioni di canto piano franche e romane in quello che ora chiamiamo canto gregoriano, ancora oggi in uso.

Uscendo dai confini italiani in tutta l’ europa medievale, la musica e la danza accompagnavano la vita quotidiana. I MUSICISTI POTEVANO ESSERE SIA NOBILI TROVATORI CORTESI, MA ANCHE GIULLARI DI STRADA.

Quindi lo spettacolo musicale fu una parte importantissima della vita culturale di tutte le classi sociali nel Medioevo. C’ era un genere di ubblico per ogni evento: dai motivetti popolari ( cornamuse nelle taverne) alle eleganti ballate e cantate a corte accompagnati dal suono di un’ arpa.

Iniziava a nascere la figura di “artista di strada”, venivano chiamati “Jongleurs”, loro iscenavano spettacoli per strada, raccontavano storie con danza e musica, giochi di abilità e acrobazie.

Oltre agli artisti di strada avevamo un’ altra figura che possiamo chiamarli “ GOLIARDI ITINERANTI”.

I Gogliardi erano persone che avevano intrapreso gli studi religiosi senza però ottenere i voti per diventare sacerdoti e riuscivano a guadarsi da vivere facendo i cantanti girovaghi , visitando città e corti. 

Dalla fine dell’ XI secolo emerse un nuovo genere di professionista della musica: il TROVATORE.

Il Trovatore era essenzialmente un poeta-compositore, che eseguiva le proprie opere cantando i versi senza accompagnamento oppure suonando un’ arpa o un liuto.

il Primo trovatore conosciuto fu Guglielmo IX, duca di Aquitania, egli mise in musica i suoi versi scritti in occitano, una lingua del sud della Francia e delle adiacenti regioni Spagna e Italia.

Non tutti i trovatori erano di origine nobile ma tutti lavoravano in qualche corte e si consideravano inevitabilmente anche loro di alto rango.

la canzone dei trovatori era un genere aristocratico e descriveva le convenzioni sociali e le vicissitudini emotive dell’ amor cortese.

Anche in Germania nacque una nuova figura di musicista, venivano chiamati i MINNESINGER, influenzati dai Trovatori svilupparono nella loro lingua stili di canzoni propri, oltre a forme di versi scritti.

Nel Medioevo, la danza era popolare in tutte le classi sociali. I passi e l’ accompagnamento musicale variavano secondo il contesto.

Il ballo era a volte un passatempo spontaneo; un cronista del XII secolo descrisse un invito al ballo fra una giostra e l’altra di un torneo: << danziamo  una carola mentre aspettiamo quì, così non ci annoieremo>>.

la Carola era un ballo cantato eseguito in cerchio, spesso tenendosi per mano.