COLDPLAY (prima parte) -biografia e discografia

 

Faremo una chiacchierata per scoprire come è nata questa band, chi sono le persone che la costituiscono e come sono diventati famosi a livello ormai internazionale. dividerò questo episodio in due parti, iniziamo!!!

La band è composta da CHRIS MARTIN (frontman della band in cui  fa voce, pianoforte e chitarra acustica), Jonny Buckland (chitarra elettrica), Guy Berryman (basso) e Will Champion (batteria).

tutto ebbe inizio Nel settembre del 1996, in una festa delle matricole alla University College di Londra, Chris Martin e Jonny Buckland si sono conosciuti.

Capirono fin da subito che la musica li legava e presero la decisione di formare un gruppo.

Chris aveva già esperienza nel campo musicale, basti pensare che iniziò a suonare il pianoforte all’ età di soli 5 anni. Ad 11 anni invece fonda la sua prima band in cui suona la chitarra.

Jonny Buckland invece si può dire che era quasi agli inizi, qualche tempo prima fece parte di un gruppo rap, scrivendo testi e cantando.

l’ anno successivo, nel 1997,  Chris e Jonny decisero di fondare un vero e proprio gruppo musicale, da qui in poi si aggregarono alla band Guy Berryman, all’ epoca iscritto alla facoltà di ingegneria, e Will Champion, studente di antropologia.

Tutti e quattro amanti della musica, gli ultimi due arrivati nel gruppo hanno avuto anche loro un passato da musicisti; Guy in passato era trombettista e percussionista, Will invece suonava il pianoforte, chitarra e basso, strano ma vero il batterista dei Coldplay non studio e non suonò mai la batteria prima di entrare nel gruppo. Visto che gli strumenti che aveva imparato a suonare non servivano al gruppo perchè erano già completi ,mancava solo il batterista. 

Si mise a studiarla e dopo solo 3 mesi di studio i coldplay avevano il loro batterista.

Il primo incontro della band risalì al 14 marzo del 1998, nella camera da letto di jonny (il chitarrista), decisero di chiamarsi “gli STARFISH”. 

Per farsi conoscere la band decise di organizzare un piccolo concerto, fu il 16 gennaio del 1998 e si esibirono davanti a più di 100 persone. Dopo questa prima esperienza decisero di incidere una musicassetta e di assumere un manager che curasse i loro interessi. Assunsero Phil Harvey storico amico di Chris.

Da qui in poi la band decise di cambiare il nome in modo definitivo e diventarono I COLDPLAY.  Con il passare dei mesi aumentarono le date e la casa discografica “Parlophone”, la stessa che scoprì i The Beatles, gli offrì un contratto.

I Coldplay si prepararono al loro primo album intitolato “parachutes”, esso è stato inserito nella lista dei 100 migliori album degli anni 2000 secondo Rolling Stone ed è stato pubblicato il 10 luglio del 2000.

La canzone che portò a far conoscere il gruppo in tutto il mondo fu “YELLOW”.

 Può essere interpretata in diversi modi questa canzone ma quella più famosa è : relativa al fatto che il brano venga dedicato a una  ragazza anoressica e di conseguenza Yellow diventa il colore della pelle della ragazza malata e la canzone diventa globalmente una spinta per combattere la malattia.

In poco tempo i singoli “yellow” e “trouble” raggiunsero una trasmissione radiofonica in tutta Europa. 

L’ etichetta discografica aveva previsto di vendere 40.000 copie con l’ album Parachutes ma si dovettero ricredere, infatti solo nel Regno unito in quel periodo, vendettero 1 milione e 600.000 copie.

Trovato il successo in Europa la band si concentrò per conquistare l’America. L’ album fu pubblicato nel novembre del 2000 e la band iniziò un tour nel 2001.

I Coldplay tornarono in studio per un secondo album nell’ottobre di quell’anno , lo intitolarono “ A RUSH OF BLOOD TO THE HEAD” e lo pubblicarono nel mese di agosto del 2002.

L’album fu considerato come un’opera più sofisticata rispetto a quello precedente. Tra i brani di successo ci furono the scientist, clocks.

registrare alla chitarra “the scientist”

THE SCIENTIST parla della difficoltà di un uomo, uno scienziato, ad abbandonarsi all’amore. Nella canzone il protagonista è in un momento delicato della sua vita e ripensa a cosa ha fatto nel passato. egli non sa spiegare cosa è realmente accaduto, perchè da scienziato che è ragionava solamente con numeri e leggi fisiche, ma si rende conto che l’ amore non conosce ragioni, non è razionalità. Tutta questa canzone è un richiamo forte al fatto che l’ amore non ha leggi, non lo si può prevedere, non sappiamo come ragiona e come agisce e proprio per questo che i Coldplay invitano tutti ad ascoltare il proprio cuore e non a ragionare da scienziati.

Sono stati in tour per più di un anno , da giugno del 2002 a settembre del 2003.

Il 2004 fu un anno tranquillo, passato per la maggior parte lontano dai riflettori e registrando il loro terzo album intitolato X&Y. L’ album uscì il 23 maggio del 2005 scalando le classifiche di tutto il mondo e vendendo più di otto milioni di copie durante il primo anno.

Tale successo ha messo i Coldplay sullo stesso livello commerciale degli U2, ma con una maggiore popolarità e visibilità sono arrivate critiche negative sulla loro serietà e sul loro suono formulato. Raggruppandosi, il quartetto si è ritirato in studio alla fine del 2006 per lavorare con il famoso produttore Brian Eno (lo stesso che ha lavorato insieme agli U2, e David Bowie). Le sessioni di registrazione con Brian Eno sono state completate entro un anno, seguite da diversi mesi di missaggio e crescente attesa da parte del pubblico della band. Viva la Vida – noto anche con il suo nome esteso, Viva la Vida o Death and All His Friends – è finalmente arrivato nel giugno del 2008.

il brano “viva la vida” Iha aperto un ampio dibattito sui suoi significati. Molti vi hanno visto riferimenti a eventi storici come la Rivoluzione francese. I componenti del gruppo non hanno contribuito a queste voci, riferendosi più ai re e rivoluzionari in genere che a persone specifiche.

il bassista , Guy Berryman, in un’ intervista spiega che È la storia di un re che ha perso il suo regno, e tutto il concetto dell’album è basato sull’idea di rivoluzionari e guerriglieri. C’è questo punto di vista sottilmente anti-autoritario sotteso in alcuni testi ed è un po’ la connessione tra l’essere accerchiati dalle autorità, ma siamo anche esseri umani con delle emozioni, destinati a morire, e la stupidità di ciò che dobbiamo fare ogni giorno.

 Con il suo suono rinnovato, l’album è diventato un successo immediato. Le vendite mondiali si avvicinavano ai sei milioni entro il mese di novembre. 

Continuando la loro sperimentazione con generi non rock, la band si è tuffata nell’elettronica e nei beat hip-hop per il loro quinto lavoro in studio, il concept album del 2011 che venne intitolato Mylo Xyloto, prodotto da Markus Dravs, Daniel Green e Rik Simpson ( e composizione aggiuntiva di Brian Eno”). Anche quest’album In cima alle classifiche di tutto il mondo, Mylo Xyloto ha anche prodotto una manciata di singoli di successo, tra cui “Princess of China” con Rihanna e il loro secondo numero uno, “Paradise”.  L’album è stato ricordato con un Live del 2012, che ha seguito un tour mondiale di enorme successo che includeva un’esibizione speciale alla cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi di Londra.

bene siamo arrivati alla conclusione di questo prima parte della storia di questa band, una storia molto interessante dal mio punto di vista per scoprire la continua evoluzione, sia musicale che a livello personale.

spero che anche a voi sia piaciuta questa prima parte e che aspettate come me la seconda parte per vedere ulteriori evouzioni. 

se vi è piaciuto vi chiedo di condivedere il più possibile affinchè più persone possano conoscere questo podcast e queste intriganti storie! vi ricordo anche di seguirci sulla pagina ufficiale Facebook per interagire direttamente con noi! 

non perdete la seconda parte che uscirà settimana prossima, di sabato! 

grazie dell’ ascolto e della visione dell’ articolo e BUONA MUSICA A TUTTI VOI!