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ERIC CLAPTON la sua biografia (seconda parte)

Benvenuti in questa nuova puntata del podcast di parliamo di musica. Il podcast che tratta solo argomenti di musica. Ogni lunedì ci sarà l’uscita di episodi riguardanti la teoria musicale e in settimana invece cercherò di far uscire episodi riguardanti le biografie di artisti noti nella storia della musica! Oggi infatti ci occuperemo di questo! Continueremo a parlare della vita di Eric Clapton continuando dove avevamo lasciato una settimana fa! Se ancora non avete ascoltato la prima parte vi consiglio di non perderla!

 

Siete pronti ?

 

bene continuiamo da dove eravamo rimasti cioè Dall’ album 461 ocean boulevard  del 1974 ( il nome lo ha preso dalla casa sul lungomare di Miami beach in cui soggiornava in quel periodo) possiamo dire che segna l’avvio effettivo della carriera solista di ERIC CLAPTON, da questo momento in poi era diventato un cantante e compositore sicuro oltre che un eroe della chitarra.

In questi anni però Eric beveva sempre, infatti nella sua biografia dice: “bevevo a tutte le ore, senza curarmi se la sera ci fosse un concerto, perché ero convinto di potermela cavare sempre ma ovviamente molte volte non ci riuscivo.”

Nell’ estate del ’74 nel suo tour negli Stati Uniti viene a sapere che Pattie Boyd ha lasciato George Harrison e non ci pensa due volte a chiamarla per proporle di seguirlo nella sua tournée. Lui al primo incontro le suona la canzone HAVE YOU EVER LOVED A WOMAN in un modo ben diverso da come aveva eseguito quel brano prima di allora.

Ben presto però il rapporto con Pattie era diventato altalenante, per colpa soprattutto dalla dipendenza dall’ alcol oltre che alla vita sempre in viaggio per i vari tour negli Stati uniti, Giappone, Europa e Australia.

All’inizio del 1981 Clapton doveva iniziare un tour statunitense ma si rivela un totale fallimento, dopo solo 7 date viene ricoverato d’ urgenza per varie ulcere gravi… lui stesso ha detto:

“NEI MOMENTI PEGGIORI DELLA MIA VITA L’ UNICO MOTIVO PER CUI NON MI SONO SUICIDATO ERA perché DA MORTO NON AVREI POTUTO Più BERE. ERA L’ UNICA COSA PER CUI PENSAVO VALESSE LA PENA VIVERE”

All’inizio del 1982 entra in uno dei migliori centri di disintossicazione per una cura intensiva, l’impatto con la struttura è stato devastante!

La peggior cosa che gli potesse capitare è stato il divieto di portarsi la sua chitarra. Il suo punto di riferimento in questo mondo non poteva stare con lui.

Ma questo non servirà a molto perché il richiamo di entrare in un pub per bere una birra sarà inevitabile negli anni a venire, come inevitabile sarà anche le delusioni sulla vita artistica, perché lo rifiuteranno molte case discografiche. Non mancheranno anche le delusioni nella vita sentimentale.  Essendo sposato, ebbe anche altre relazioni in quegli anni, in una tournèe italiana in un locale di Milano conobbe l’attrice e showgirl italiana Lori Del Santo che rimase allora incinta. Da questo rapporto nacque Conor che stravolgerà la vita di Eric Clapton ormai quarantenne. In realtà non era il primo figlio che aveva avuto, qualche anno prima una donna sposata ,conosciuta ai caraibi durante un incisione di un album,  gli scrisse perché era diventato padre di una bambina dicendo però che non si aspettava nulla da lui.

In tutto questo Clapton era ancora sposato con Pattie Boyd ma lei non riuscendo, giustamente, a tollerare tutto questo divorziò da lui nel 1989.

Dopo la nascita di Conor, Eric scrisse un nuovo album intitolato August, in omaggio al mese di nascità di suo figlio. Quest’ album lo porta di nuovo in tournèe e a pericolosi eccessi, lui stesso si definisce “ho vissuto quei momenti in condizioni disastrose”.

La consapevolezza di essere arrivato in fondo, lo porta alla decisione di tornare in clinica per smettere una volta per tutte con l’ alcol, col pensiero rivolto soprattutto al figlio. Con la sua presenza ha trovato un senso per vivere e cercare in un qualche modo una rivincita con la vita stessa, perché Eric non ha mai conosciuto suo padre e ora aveva la possibilità di regalare a suo figlio la sua presenza e di dargli tutto l’ affetto che lui non aveva mai ricevuto.

Cercava di trovare sempre uno spazio per correre da suo figlio tra un concerto e un’ altro, ma arrivati il 20 marzo del 1991 succede un incidente che pone fine alla vita di Conor a solo 4 anni. Il bambino cade da una finestra aperta al cinquantatreesimo piano del grattacielo dove alloggiava la madre.

Immerso dal dolore , Clapton trascorre i mesi successivi apatico e sotto shock. Nella solitudine trova solo lo spazio di prendere la chitarra e immergere il suo dolore tra le note.

Dopo un anno , precisamente il 16 gennaio del 1992 Eric Clapton e la sua band effettuano un’ esibizione nel programma UNPLUGGED per MTV.  Come richiesto dal format della trasmissione televisiva nessuno strumento elettrico è consentito, solo strumenti non elettrificati ad eccezione dei microfoni. In quella serata Clapton si presenta al pubblico in modo totalmente ELEGANTE e TRANQUILLO. Presenterà quella sera alcune canzoni che ha dedicato alla memoria di suo figlio Conor, tra cui ricordiamo TEARS IN HEAVEN, voglio citarvi alcune frasi che ha scritto in questa canzone e in sottofondo sentirete la melodia del brano eseguita da me stesso:

ricorderesti il mio nome se ti vedessi in paradiso?

Avresti le stesse sensazioni se ti vedessi in paradiso?

Devo essere forte e andare avanti,

perché so che non posso stare qui in paradiso.

stringeresti la mia mano?

mi aiuteresti a restare in piedi se ti vedessi in paradiso?

Il TEMPO Può BUTTARTI Giù

IL TEMPO Può PIEGARTI LE GINOCCHIA.

IL TEMPO Può SPEZZARTI IL CUORE.

Queste sono le meravigliose parole che canta in questo capolavoro, un’ emulsione di sentimenti che vengono scritti senza alcun freno, come se volesse condividere con il mondo TUTTA LA SUA SOFFERENZA.

Un’ altra canzone che dedica al figlio è MY FATHER EYES che fa riferimento anche alla mancanza del suo padre biologico che non ha mai conosciuto. Nella sua biografia Eric ha descritto questa canzone come:

In essa ho cercato di descrivere il parallelo tra guardare gli occhi di mio figlio, e gli occhi del padre che non ho mai conosciuto, attraverso la catena del nostro sangue.

Inutile dire che quel album ,registrato per puro caso, è stato un CAPOLAVORO sia a livello artistico e a livello umano.

L’album ha vinto ben tre GRAMMY AWARDS, tra cui quello di album dell’anno; inoltre è il maggior successo commerciale per ERIC CLAPTON, avendo venduto circa 26 milioni di copie nel mondo fino ad oggi.

Nel 2000, ha continuato la sua storia d’amore con il blues quando ha registrato un album con la leggenda del blues americano, BB King. Il nome dell’album è Riding With The King è stato rilasciato a giugno e, entro tre settimane dal rilascio, è stato certificato disco d’ oro.

Con più di 50 anni di tournée alle spalle, Eric ha suonato più di 3000 concerti. Ha tenuto concerti in 58 paesi in sei continenti e ha suonato per oltre 2 miliardi di persone. 

Eric ha risolto i suoi problemi con l’alcol, infatti è sobrio dal 1987 attraverso i 12 passi di Alcolisti Anonimi, un programma di principi guida per il recupero da dipendenza. Per più di trent’anni, Eric si è impegnato a lavorare con coloro che soffrono di dipendenza.

Nel febbraio del 1998, ha annunciato l’apertura del Crossroads Center, un centro per il trattamento delle dipendenze ad Antigua seguendo il modello in 12 fasi. Uno dei suoi principi è fornire assistenza sovvenzionata ad alcune delle persone più povere dei Caraibi che non possono permettersi cure da sole

Per raccogliere fondi per la Crossroads Center Foundation, Eric ha organizzato una serie di festival di chitarra e aste per vendere le sue di chitarre.

Nella vita sentimentale invece Eric ha sposato Melia McEnery il 1 gennaio 2002. La coppia ha avuto tre figlie: Julie Rose (nata a giugno 2001), Ella Mae (nata a gennaio 2003) e Sophie (nata a febbraio 2005).

Nel 2016 rivela di essere affetto da una neuropatia periferica, una patologia neurologica di carattere degenerativo , che gli starebbe gradualmente limitando i movimenti. Ma questo non gli fa appendere la chitarra al chiodo, infatti nel 2017 2018 e 2019 ha fatto tour in GIAPPONE, GERMANIA, STATI UNITI e nel 2020 doveva esserci anche in Italia ma che sappiamo tutti per motivi legati alla pandemia ha dovuto disdire.

siamo arrivati alla fine.. in grandi linee abbiamo vissuto insieme la vita di questa leggenda vivente. Possiamo riassumere che, nonostante tutte le sofferenze, lui è riuscito ad uscirne sempre e comunque con grandi successi che hanno dato una svolta anche alla musica blues moderna. Spero che come me vi siete emozionati e che possiamo capire come la vita nonostante tutte le sue problematiche a cui dobbiamo far fronte ogni giorno possiamo però darci un motivo VALIDO per renderla migliore. Un saluto e buona musica a tutti voi.

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