Crea sito

IL TEMPO (tempi composti)

OGGI CONTINUEREMO A PARLARE DEL TEMPO MUSICALE, NELLA PUNTATA PRECEDENTE ABBIAMO PARLATO DEI SEGNI AGOGICI E DEI TEMPI SEMPLICI O BINARI.

VEDREMO OGGI I TEMPI COMPOSTI.

Prima di iniziare a vedere le differenze tra i tempi semplici e quelli composti però voglio parlarvi delle varie forme di note che esistono e del loro valore:

In questa tabella vengono riportate tutte e 7 le note (e le loro relative pause) che vengono usate nel sistema musicale. così iniziamo a capire che valore hanno, come vengono illustrate sul pentagramma e come vengono riportate le loro Pause.

I tempi semplici come ricorderete sono suddivisi, ad ogni battito del metronomo, da due movimenti cioè: da un battere e da un levare.

Infatti il ritmo musicale è dato dalla successione ripetitiva di accenti deboli e forti di un brano musicale.

Nello spartito, all’ inizio del pentagramma e subito dopo la chiave di lettura, c’ è sempre una frazione che ci indica il tempo ritmico del brano. In questa frazione il numeratore (cioè il numero che sta sopra) indica il numero di beat presenti nella battuta musicale, il denominatore (cioè il numero che sta sotto) invece indica la durata di ogni beat.

Esempio:

Se troviamo 4 semiminime dal valore di ¼ in  un tempo di 4/4 possiamo solfeggiare le semiminime  in questo modo:

impostiamo il metronomo a 60 bpm e iniziamo.

Nei tempi composti la differenza che in ogni battito del metronomo non abbiamo più solo due movimenti ma bensì 3! Ovvero ad ogni battito del metronomo il movimento dovrà essere suddiviso da un battere da un levare e da un altro levare

Esempio:

4 SEMIMINIME DAL VALORE DI 1/4 IN UN TEMPO DI 4/4 POSSIAMO SOLFEGGIARE LE SEMINIME IN QUESTO MODO:

IMPOSTIAMO IL METRONOMO A 60 BPM E INIZIAMO.

Detto ciò il tempo composto divide il quarto in tre parti , nel solfeggio infatti abbiamo solfeggiato ogni terzo di cui era composto il Quarto ad ogni battito del metronomo.